L’allenamento non è più solo fisico!

Fin dagli inizi del 900 dello scorso secolo c’è stato un interesse sulle implicazioni psicologiche nell’ambito dello sport ma si deve arrivare agli anni Settanta affinché le scienze dello sport siano riconosciute nel fornire il contributo nel migliorare la prestazione sportiva (Cei A., 2021).

La psicologia dello sport si focalizza su aspetti relativi alla pratica sportiva a tutti i livelli ed età, ponendo particolare attenzione ai meccanismi emozionali e motivazionali, processi cognitivi e psicofisiologici sottostanti il gesto atletico o l’esercizio fisico (Mandolesi L., 2017).

Alcuni dei contributi della psicologia dello sport, che mi interessa qui dare più risalto sono:

  • processi cognitivi: quei processi coinvolti nel controllo motorio e nella preparazione sportiva;
  • abilità psicologiche: l’immaginazione mentale, il goal setting, l’autoefficacia, i processi di autoregolazione e le abilità interpersonali;
  • processi motivazionali: la motivazione alla riuscita e alla costruzione delle aspettative per le prestazioni successive;
  • abilità interpersonali e dinamiche di gruppo: gli stili di leadership, modelli decisionali e i modelli di comunicazione;
  • processi di autoregolazione. livelli di attivazione e risorse per affrontare lo stress agonistico;

Tra i processi cognitivi, l’attenzione è, tra quelli fondamentali che riguardano le nostre azioni quotidiane e che ha particolare rilevanza anche nello sport. Ad alto livello, il risultato di una prestazione sportiva può dipendere da quanto l’atleta sia in grado di concentrarsi sui suoi pensieri, gli stati d’animo, sulle sue azioni, e nel saper discriminare rilevare gli stimoli significativi nell’ambiente da quelli non rilevanti

In modo molto sintetico, l’attenzione impatta sulla percezione, la motivazione, l’emozione, l’apprendimento e l’azione. L’attenzione comprende: l’orientamento delle sguardo (attenzione spaziale), la selezione dello stimolo o caratteristica (attenzione selettiva), il controllo di ciò che stimano facendo. L’attenzione è un processo cognitivo molto complesso che può essere suddiviso in tre sottoprocessi: l’orientamento, la selezione e la concentrazione che possono influire sull’azione.

Nelle abilità psicologiche, tra quelle a me più care è l’autoefficacia, il senso di quanto siamo in grado di poter svolgere un compito (Bandura, A. 2000)

Albert Bandura (1977, 1997) ha individuato quattro fonti principali di autoefficacia, cioè i fattori che contribuiscono alla formazione e al rafforzamento della convinzione di essere in grado di affrontare efficacemente determinate situazioni o compiti. Ecco un riassunto chiaro delle 4 fonti dell’autoefficacia secondo Bandura:

  1. Esperienze di padronanza: quando attraverso l’esperienza diretta si ottengono dei successi, si riesce nel compito prefissato, aumentando così il senso di autoefficacia.
  2. Esperienze vicarie: attraverso l’osservazione di modelli, di persone di riferimento nella riuscita dello svolgimento del compito.
  3. Persuasione verbale: ricevere l’incoraggiamento da persone di riferimento e il parlarsi in modo positivo.
  4. Stati fisiologici ed emotivi: le emozioni possono influenzare il proprio senso di autoefficacia, alti livelli di ansia e stress vanno ad inficiare mentre la calma e il benessere favoriscono il livello di autoefficacia percepita.

Migliorare la prestazione significa agire anche nell’ottica dell’allenamento mentale, ovvero applicare tecniche psicologiche volte a migliorare le prestazioni sportive mediante un programma volto all’allenamento del gesto tecnico e degli aspetti psicologici (Cei, A. 2011).


Bibliografia

Bandura, A. (1977). Self-efficacy: Toward a unifying theory of behavioral change. Psychological Review, 84 (2), 191–215.

Bandura, A. (1997). Self-efficacy: The exercise of control. New York: W. H. Freeman and Company.

Bandura A. (2000). Autoefficacia. Teoria e applicazioni. Erickson.

Cei A. (2011). L’allenamento mentale degli atleti. In Lucidi (2011, 339-364).

Cei A. (2021). Fondamenti di psicologia dello sport. Il Mulino.

Mandolesi L. (2017). Manuale di psicologia generale dello sport. Il Mulino.

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